16 gennaio 2017

Vendemmia 2016, parola agli esperti

La vendemmia 2016 raccontata da alcuni grandi enologi attivi su “Vigneto Toscana”

Si profila come un ottima vendemmia, quella raccolta in Toscana nel 2016. Vini profondi, complessi, longevi, di grande eleganza, resi straordinari dalla perfetta maturazione delle uve dopo una stagione ottimale dal punto di vista climatico, forse leggermente indietro rispetto al 2015 in termini quantitativi – si parla di circa 10% in meno – ma certamente migliore dal punto di vista qualitativo.

Una vendemmia operata nei tempi giusti, che promette vini indimenticabili e una stagione brillante dal punto di vista agronomico che attende solovendemmia di tradursi in altrettanto eccellente valore economico. A sostenere il sistema vitivinicolo toscano sicuramente il clima di fiducia che si respira tra i viticoltori del territorio – che nonostante la crisi non hanno mai smesso di investire – e tra gli enologi, autori di quei piccoli capolavori sensoriali che fanno da ambasciatori all’eno­logia della nostra regione sul panorama nazionale e internazionale. Il tutto su una terra, quella del Vigneto Toscana’, che rappresenta il vero valore che fa la differenza per la vite, se in più supportata da un andamento climatico ottimale produce grandi capolavori.

Ad aspettarsi il risultato di un’annata a 5 stelle è Barbara Tamburi­ni: “E’ stata una vendemmia lunga ma positiva afferma l’enologa. I risultati che riguardano i vini bianchi sono buoni, anzi in molti casi direi ottimi, vini in generale profumati e di buona freschezza. Per quanto riguarda il Merlot, in molte aree della Toscana si è raccolto tra la fine di agosto ed i primi di settembre, con ottimi risultati: i vini ottenuti si presentano netti all’olfatto e di grande struttura al palato. Le piogge di metà settembre da una parte hanno aiutato alcuni vigneti che stavano andando in sofferenza idrica e dall’altra ci hanno fatto temere per la maturità del Sangiovese, ma dove si è lavorato bene in vigna non ci sono stati particolari problemi, la parte vegetativa della vite è rimasta attiva fino alla raccolta. Abbiamo livelli di acidità totale superiori alle precedenti vendemmie, conclude Tam­burini, valori questi precursori di tenuta nel tempo, unitamente alla maturità fenolica. Ottimo sia il Cabernet Sauvignon che il Cabernet Franc, le cui bucce hanno assicurato l’ottenimento di vini strutturati e ben equilibrati ”.

Enologo di professione, produttore per passione Luca d’Attoma confessa che ci sono stati momenti di sofferenza nella fase prevendemmiale con un periodo caldo con una lunga siccità che ha cre­ato preoccupazione: “La pioggia per questa vendemmia è arrivata proprio al momento giusto. Le zone altamente vocate hanno dato risultati molto positivi, è stata una vendemmia lenta con maturazioni molto scalari, una vendemmia fatta nei tempi giusti per il Merlot mentre per il Cabernet abbiamo dovuto accelerare la raccolta per­chè le uve sono maturate tutte insieme. Di certo una vendemmia che avrà risultati migliori del 2015 anche se con quantità inferiori quindi positivo. I produttori – conclude – che fanno macerazioni molto lunghe, quindi con bucce belle forti, in areali come il sud della Maremma, Montalcino e parte del Chianti Classico con vendemmie tardive, potranno degustare dei sangiovesi meravigliosi”.

Lady Sassicaia, l’enologa Oraziana Grassini, che in occasione di Eccellenza di Toscana riceverà il “Premio Dino Casini” conferito da AIS Toscana a professionisti che si sono distinti per il loro lavoro nel mondo del vino. “In Maremma – afferma Grassini – questa vendem­mia è stata la migliore degli ultimi cinque anni grazie all’andamento climatico che ha caratterizzato l’annata. Le piogge avute quasi unicamente nel periodo primaverile hanno permesso alle piante di avere disponibilità d’acqua fino alla maturazione e ne hanno favorito lo sviluppo vegetativo. Il gran caldo dei mesi di luglio e agosto si è alter­nato a temperature più miti con significative escursioni termiche tra giorno e notte favorendo la formazione delle sostanze aromatiche e polifenoliche. Il bel tempo di settembre ha permesso di raggiungere la perfetta maturazione delle uve che hanno potuto così esprimere tutto il loro potenziale qualitativo. Stiamo parlando di un’annata che darà eccellenti vini rossi, ricchi di colore, ben strutturati e nel contrattempo eleganti. Non da meno, conclude, la qualità dei vini bianchi che saranno profumati e freschi”.

L’enologo Stefano Chioccioli racconta che l’inverno è stato poco freddo e con piovosità regolare, mentre le abbondanti piogge prima­verili hanno richiesto grande impegno nel prevenire la peronospora ed il caldo, la luce e l’assenza di pioggia durante l’estate ha favorito un riallineamento tra la spinta vegetativa iniziale un po’ eccessiva e la fase fenologia. “Le viti – afferma Chioccioli – hanno cominciato ad equilibrarsi creando una palizzata a verde molto bilanciata. La chiusura della maturazione è stata buona. La vendemmia verde per il Sangiovese, è stata ancora una volta la chiave per ottenere la giusta maturazione aromatica, zuccherina e dei polifenoli. I vini, conclude Chioccioli, sembrano avere ad oggi ottime caratteristiche per una grande evoluzione, presentano un ottimo bilanciamento tra alcol ed acidità con colori intensi e decisi e tannini densi e granosi. La certezza di un 2016 nel segno dell’ottima qualità con l’auspicio di avere grandi rossi toscani, grandi riserve per sfidare un mercato sempre più difficile ed in continuo cambiamento ”.

Tratto da “Sommelier Toscana”

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