20 giugno 2017

Val di Cornia e Suvereto sulla scia dei giovani in agricoltura

 

L’ Italia è leader europea per l’interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna. I giovani under 35 hanno portato profonde innovazioni con attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche l’agricoltura sociale, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. È quanto emerge da uno studio della Coldiretti divulgato in occasione della presentazione della Banca delle terre agricole. Secondo l’indagine le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più. Ma insieme alla burocrazia e all’accesso al credito la disponibilità dei terreni rappresenta il principale ostacolo alle aspirazioni dei tanti giovani che vogliono lavorare in agricoltura con il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o acquisizione. In Italia il costo della terra è in media 20 mila euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all’ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di frutteto o vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Treni tino Alto Adige, che può andare da 500 mila a oltre un milione di euro ad ettaro. Oggi una impresa condotta da giovani su dieci in Italia opera in agricoltura (8,4%) con una interessante prevalenza del Mezzogiorno dove investe ben il 52 % dei giovani agricoltori per un totale di 26.587 le imprese condotte da under 35 nel 2016. Tra chi fa dell’agricoltura una scelta di vita accanto al numero crescente di quanti hanno scelto di raccogliere il testimone dei genitori, la vera novità rispetto al passato sono le new entry da altri settori o da diversi vissuti familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione.

Tra queste new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento e orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento e più contento di prima.  La scelta di diventare imprenditore agricolo è peraltro apprezzata per il 57 per cento anche dalle persone vicine, genitori, parenti, compagni o amici. 
Fonte dati Coldiretti.

Articolo tratto da Il Sommelier n. 2 

Anche nella nostra Val di Cornia questi esempi non mancano, nella nostra azienda già da anni Edoardo e Niccolò lavorano con il padre Nelusco, nell’attività agricola e dal 2015 sono entrati ufficialmente a farne parte attraverso la costituzione della Società agricola Rigoli. Altri esempi sono i fratelli Petricci nell’azienda Petricci&del Pianta e Federico Rossi dell’azienda Gualdo del Re a Suvereto.  

Quindi avanti con le giovani forze!  

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